RADAR NATO CON LICENZA DI UCCIDERE 

Sos Marche – La provincia di Macerata, in particolare Potenza Picena, registra un macabro primato italiano: un numero record di tumori, morbo di Crohn, ictus, cardiopatie ischemiche, suicidi, interruzioni di gravidanza, sterilità maschile, nascita di bambini con patologie congenite, convulsioni senza febbre, sclerosi, cataratte e disturbi psicosomatici.

“Aiutateci a non morire. Siamo assediati da un nemico invisibile e silenzioso: un super radar militare che uccide lentamente con i suoi impulsi a microonde”. Mentre l’Aeronautica si trincera dietro il segreto militare, Giovannella Maggini Mazzarella, insegnante in pensione, ha raccolto le prove del disastro. Una vicenda che un membro della New York Academy of Sciences, Gianfranco Valsè Pantellini, ha definito  “la strage degli innocenti”. I radar militari operano in deroga alle normative di protezione sanitaria ed ambientale, nonostante i rapporti scientifici dell’Istituto Superiore di Sanità che 30 anni fa segnalavano i pericoli. Uno studioso italiano, il dottorFranco Sarto, già nel 1978 aveva documentato danni al Dna, esaminando il caso di numero radaristi militari. Tant’è che il Ministero della Difesa da allora ha inibito al medico di proseguire le sue ricerche cliniche. 

Sos Marche – La provincia di Macerata, in particolarePotenza Picena, registra un macabro primato italiano: un numero record di tumori, morbo di Crohn, ictus, cardiopatie ischemiche, suicidi, interruzioni di gravidanza, sterilità maschile, nascita di bambini con patologie congenite, convulsioni senza febbre, sclerosi, cataratte e disturbi psicosomatici.

Nel 1982 la Circolare 69 del Ministero della Sanità avverte che «quelle dei radar sono le sorgenti elettromagnetiche più pericolose per l’organismo umano». In barba al principio di precauzione, lo Stato non prende alcuna contromisura. «Il numero dei radar attualmente impiegati è elevato ed in continuo aumento» prosegue il documento ministeriale «Non sono disponibili dati precisi, perché segreti, sui radar militari, ma è nota la continua richiesta di sempre nuovi e più sofisticati dispositivi di questo tipo». 

Quella marchigiana è una storia dimenticata per anni sulle scrivanie dei Ministeri della Sanità, dell’Ambiente, della Difesa, del Tesoro e delle Finanze, del Presidente della Repubblica, della Magistratura, dei Carabinieri, dell’Enea, dell’Ispesl, del Parlamento Europeo, della Prefettura, dell’Autorità Sanitaria Locale e perfino di onorevoli e governanti Verdi (Pecoraro Scanio).

Lo studio – La signora Mazzarella ha riunito anni di indagini, ricerche, dati, relazioni, denunce, lettere. La sua battaglia per il diritto alla salute comincia nel 1986, quando muore il marito per un tumore al cervelletto. Nell’87 l’Aviazione di Stato potenzia l’impianto radar presente nel territorio comunale (vincolato paesaggisticamente dal 1983). Si installa un ‘Argos 10’, sostituito nel ’99 da un dispositivo automatizzato dell’Alenia ancora più potente. Le accresciute dosi di radiofrequenza e microonde si avvertono subito: cancelli radiocomandati che si aprono e si chiudono da soli, televisori impazziti, computer e apparecchiature elettroniche in tilt, radio e impianti stereo che si accendono autonomamente, stimolatori cardiaci che si bloccano, frutta che non matura, conigli che non prolificano, neonati colpiti da palatoschisi e labbro leporino, anomali incidenti stradali. La Rai comunica che «Le interferenze sono dovute alla presenza, a poca distanza dalle abitazioni di impianti radar aventi caratteristiche tali che l’impianto ricevente di utente esce dalle condizioni di normale funzionamento».

Anche l’Amministrazione delle Poste e Telecomunicazioniimputa alla postazione Nato, la causa degli inconvenienti: «Gli accertamenti tecnici hanno evidenziato l’esistenza di interferenze ai servizi di radiodiffusione dovute alle emissioni radar prodotte dalla locale base dell’Aeronautica Militare».

Il 2 febbraio 1990 si costituisce l’Ader (Associazione per la difesa dalle emissioni radar) che inizia a dar battaglia all’Arma Azzurra per conoscere i dati operativi e valutarne l’impatto sulla salute umana. Ma il segreto militare è una barriera impenetrabile. L’Ader ostacolata dall’amministrazione comunale e dall’ente pubblico Regione Marche, non potendo studiare le cause, analizza gli effetti di quei campi elettromagnetici. E riscontra un aumento sospetto di tumori e disturbi su persone, animali e piante. I cittadini si rivolgono pure all’Istituto Superiore di Sanità che si defila senza spiegazioni.

Stato latitante – Le istituzioni balbettano: Ministri e Sottosegretari dicono “che è tutto sotto controllo”. Ma la gente continua ad ammalarsi e a morire. Tutti si arrendono tranne la signora Giovannella. Lei ha raccolto età, professione, abitazione delle vittime, riportando caso per caso su una mappa topografica. Operazione che ha ripetuto per ogni patologia. Migliaia di fogli segnati con cerchietti rossi: tumori, aborti, suicidi, cataratte. E ogni disegno corrisponde a un nome: un bambino, una mamma, un papà. Andrea, Lucia, Alberto, Giuseppe, Enrica. Un piccolo nato con una malformazione; un altro con gravi complicazioni all’intestino. Centinaia di casi all’anno – su 14 mila residenti – che dovrebbero far riflettere.

L’anziana donna si mette alle ricerca di tutti quei cittadini che hanno cercato le cure e sono morti a Bologna, Genova, Milano, Roma, Lione. Ottiene i certificati necroscopici e scopre che il suo paese ha sui decessi per tumore una percentuale del 36 per cento – confermata dall’Istituto Centrale di Statistica e dall’Università di Ancona – superiore di 9 punti al trend nazionale.

Alle indagini sul campo si affiancano i sostegni scientifici dell’Università di Camerino. Roberto Monti, primo ricercatore del Cnr di Bologna attesta che «certi casi si spiegano con l’abnorme intensità dei campi elettromagnetici presenti nella zona». L’Ader chiede un monitoraggio epidemiologico e sporge denuncia alla Procura della Repubblica di Macerata per “strage continuata”, ma i giudici archiviano in un baleno.

L’11 febbraio 1999 il Ministro dell’Ambiente Edo Ronchicertifica che «Non è possibile delocalizzare il radar di Potenza Picena perché manca una normativa di supporto. Si tratta di una zona di inquinamento elettromagnetico non regolata dalla normativa». Infatti, sia il decreto 381 del ’98 (regolamento recante norme per la determinazione dei tetti di radiofrequenza compatibili con la salute umana) sia la legge quadro sull’elettrosmog (numero 36 del 22 febbraio 2001) non si applicano ai radar civili e militari.

Stivale a rischio – Col pretesto del segreto bellico, il Ministero della Difesa – supino ai voleri dell’Alleanza atlantica – procede con nuove e pericolose postazioni a tutto spiano, incurante della salute collettiva. A Marsala in provincia di Trapani il radar dell’Aeronautica dista 200 metri dalle abitazioni; a San Giovanni Teatino, nel territorio di Chieti, appena 40. Su Monte Filau, lungo la costa sud occidentale della Sardegna nell’agro di Domus de Maria, lo Stato ha installato un radar tridimensionale nonostante il diniego della Regione; a Cagliari l’impianto Tlc della Marina opera sul centro abitato alla stregua delle strutture gemelle di Sassari, Olmedo, Monte Limbara e Tavolara. Infine il governo Usa si accinge ad installare illegalmente potenti radar in Sicilia, dopo aver ricoperto abusivamente l’intero Stivale.

In Europa si registrano attualmente valori di campo elettromagnetico da «un milione a un miliardo di volte più alti che nel 1950», documenta l’Organizzazione mondiale della sanità. «Colpisce il silenzio attorno a questo tema e la mancanza di una normativa europea ed italiana che preservi la salute dell’essere umano e protegga l’ambiente – denuncia Greenpeace – fornendo limiti di esposizione e distanze di rispetto da queste fonti di inquinamento».

Stellette nel Belpaese  – A Potenza Picena, nel 1956, lo Stato italiano impianta un sensore General Electric ‘Anf-Ps8′. Sei anni prima si era materializzato a Ferrara il primo radar (di fabbricazione canadese). L’antica Montesanto diventa Bracco: un anello della nascente catena difensiva che salda il vuoto tra la postazione ferrarese e quella di San Giovanni Teatino (CH).

Nel 1962 la difesa aerea della penisola italiana viene integrata in quella Nato, entrando a far parte del Nadge(Nato Air Defence Ground Envinronment), l’ombrello statunitense che si protende dalla Norvegia alla Turchia. Il sistema ‘Argos 10’ della Selenia – oggi Alenia – Marconi Systems (azienda Finmeccanica, ovvero dello Stato in joint-venture con la britannica Gec) – viene configurato nel 1987. Quel radar aveva un’antenna che girava 5 volte al minuto, con l’emissione di un fascio elettromagnetico ottimizzato per la scoperta alle alte quote (fino a 70 mila piedi), anche se poteva intercettare bersagli mobili al di sotto dei 2 mila.

Il circuito radar dell’Alleanza atlantica utilizza i segnali che arrivano da Potenza Picena, inseriti nel sistema di controllo dei due Roc (centri operativi di regione) di monte Venda e Martina Franca. Nel 1999 il sistema ‘Rat-3lSl’ dà il cambio all’‘Argos 10′. E’ un impianto che funziona automaticamente, i cui segnali arrivano al Cofa (Centro operativo del comando della Forza Armata) in un bunker a Poggio Renatico (Ferrara). Il ‘Rat-3lSl’ ha una portata di oltre 300 miglia nautiche (circa 600 chilometri), capace di intercettare oggetti volanti oltre 100 mila piedi (una trentina di chilometri). Distingue un piccolo deltaplano di plastica su Belgrado, e se su tale deltaplano il pilota ha un bottone di metallo o un orologio al polso o una carta di credito in tasca è già scoperto.

Densità di energia elettromagnetica? ‘Top secret‘ dichiara il Ministero della Difesa. Il potentissimo radar di guida (attacco e difesa) – in contatto con satelliti, aerei-spia (U-2, Awacs) e bireattori Prowler – è in grado di concentrare gli impulsi intorno al bersaglio, ed intercettare le emissioni radar avversarie, disturbandole con contromisure elettroniche.  

Ufficialmente nell’ex giardino d’Europa i siti radar più pericolosi assommano ad una trentina, tutti collegati tra di loro. La base Imaz, in provincia di Taranto, è uno dei centri nevralgici delle rete di comando e controllo della Nato. Le sue antenne ascoltano, commutano e rilanciano tutte le informazioni che passano per le linee collegate con i comando dell’Alleanza atlantica nel Mediterraneo. Imaz coordina anche la difesa radar di Jacotenente (nel cuore del parco nazionale del Gargano), Licola (Napoli) e Siracusa che svolgono compiti di avvistamento e guidacaccia nei cieli meridionali.

Il governo italiano viola leggi e normative a protezione della vita e non risponde alle interrogazioni parlamentari. Come per gli esperimenti segreti delle scie chimiche, la popolazione è mera carne da macello. 

Di Gianni Lannes 


Annunci

ALL’IMPROVVISO IL CLIMA IMPAZZISCE? NON È LA NATURA. ECCO COSA SI STA SCOPRENDO

Terremoti, siccità, bombe d’acqua, nubifragi, trombe d’aria ? Ecco cosa potrebbe essere la causa. Fate vedere questo video a tutti. 

Il controllo del clima è in atto. 

UN VIDEO STRANAMENTE SPESSO CENSURATO… PROVO A CONDIVIDERE NUOVAMENTE… 

HAARP, MANIPOLAZIONE CLIMATICA, ,TERREMOTI E CATASTROFI NON NATURALI

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1546463845448378&id=966074150154020

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1546463845448378&id=966074150154020

NIKOLA TESLA: LA FREE ENERGY E CIÒ CHE I GOVERNI HANNO OCCULTATO 

ENERGIA GRATUITA: Esiste ed e’ occultata dai media

A livello energetico esistono enormi alternative per la creazione di energia pulita e indipendente che potrebbero rivoluzionare il mondo eliminando la nostra dipendenza dal petrolio, dal nucleare, con mezzi di trasporto non inquinanti alimentati a basso costo e con energia che si rigenera naturalmente. 

Ma tutto questo trova opposizione da parte dei potenti e dalle multinazionali interessate a garantirsi il potere e la ricchezza, questi ostacolano o fanno sparire comprando i brevetti a prezzi astronomici o anche in maniera illecita, ricorrendo ancheall’assassinio, tutto ciò che possa intaccare il loro business. Ma per fortuna ci sono persone che nonostante gli ostacoli proseguono nella ricerca, e cercano di diffondere le loro scoperte…In questa importantissima conferenza il giornalista RINO DI STEFANO ci introduce alla conoscenza di un argomento di eccezionale interesse e le cui implicazioni potrebbero determinare profondi cambiamenti negli assetti politico-economici, socio-culturali e scientifici della nostra società. Si tratta infatti di uno dei più affascinanti misteri dell’epoca moderna che ci viene illustrato anche attraverso filmati sconvolgenti e scottanti documenti. Il giornalista Rino di Stefano presenta infatti le evidenze straordinarie che confermano l’esistenza di una macchina in grado di produrre energia gratuita e illimitata, di un raggio capace di vaporizzare la materia, tutto all’interno di un intrigo internazionale. Questi sono gli  ingredienti di un’incredibile storia vera che ci viene raccontata dal bravissimo giornalista che l’ha scoperta e documentata.

Quell’energia pulita tanto auspicata dal presidente Obama dopo il disastro ambientale del Golfo del Messico forse esiste già da un pezzo, ma qualcuno la tiene nascosta per inconfessabili interessi economici. Ma non solo. Negli anni Settanta, infatti, un gruppo di scienziati italiani ne avrebbe scoperto il segreto, ma questa nuova e stupefacente tecnologia, che di fatto cambierebbe l’economia mondiale archiviando per sempre i rischi del petrolio e del nucleare, sarebbe stata volutamente occultata nella cassaforte di una misteriosa fondazione religiosa con sede nel Liechtenstein, dove si troverebbe tuttora. Sembra davvero la trama di un giallo internazionale l’incredibile storia che si nasconde dietro quella che, senza alcun dubbio, si potrebbe definire la scoperta epocale per eccellenza, e cioè la produzione di energia pulita senza alcuna emissione di radiazioni dannose. In altre parole, la realizzazione di un macchinario in grado di dissolvere la materia, intendendo con questa definizione qualunque tipo di sostanza fisica, producendo solo ed esclusivamente calore. 
Questo processo avverrebbe tramite l’emissione, da parte di questa straordinaria macchina, di un fascio concentrato di antimateria, che a suo tempo fu definito “raggio della morte” e che, di fatto, sarebbe all’origine dell’energia gratuita che ci tengono nascosta e di molte altre incredibili proprietà in grado di rivoluzionare molti aspetti delle nostre certezze scientifiche, ma anche spirituali. E sono proprio queste ulteriori proprietà, di natura realmente inimmaginabile, che ha portato a ribattezzare questo strabiliante strumento come “La Macchina di Dio”. Il giornalista Rino Di Stefano, già ospite l’anno scorso del Centro Studi e Ricerche C.T.A. 102, da molti anni si sta occupando di questo affascinante argomento raccogliendo pazientemente e rigorosamente una quantità significativa di documenti e testimonianze dirette che ne attestano l’attendibilità. In procinto di pubblicare un volume in cui esporrà i risultati delle sue indagini su quello che indubbiamente è uno dei casi più misteriosi e controversi del panorama scientifico-politico degli ultimi cinquant’anni, Rino di Stefano ha già scritto diversi articoli su questo soggetto, due dei quali sull’edizione nazionale de Il Giornale, e ne ha anche parlato nell’ambito di alcune trasmissioni televisive in ambito Rai e Mediaset. All’origine della vicenda c’è un uomo, Rolando Pelizza, del quale la cronaca dei giornali ha dipinto un quadro a metà tra lo scienziato e l’avventuriero. Pelizza venne alla ribalta nel 1976 quando contattò il governo italiano dell’epoca, allora presieduto da Giulio Andreotti, per offrire una macchina che, a suo dire, annichilirebbe la materia, trasformandola in energia pura. Il governo affidò al professor Ezio Clementel, presidente del CNEN e docente di fisica presso l’Università di Bologna, il compito di verificare il funzionamento dello strumento. L’esperimento venne effettuato tra la fine di novembre e i primi di dicembre 1976, seguendo un protocollo di quattro prove, e fu positivo. Il professor Clementel presentò una relazione nella quale affermava che l’energia sprigionata andava ben oltre la tecnologia conosciuta. L’esperimento venne anche filmato e attualmente alcuni di questi video sono presenti anche in rete. A quel punto entrarono in ballo gli Stati Uniti, il governo italiano si tirò indietro e un oblio artificiale calò su Pelizza e la sua macchina.
Nel corso di questa conferenza, Di Stefano ci parla di alcuni degli argomenti più significativi della vicenda presentandoci fatti inediti e sconvolgenti. Il mistero, infatti, si infittisce ancora di più con il racconto di Pelizza che coinvolge la figura di Ettore Majorana, il celebre fisico scomparso nel nulla nel 1938 e di cui si è tornati stranamente a parlare proprio nei mesi scorsi. Si tratta perciò di un video di immenso interesse.

  

TUTTA LA STORIA

L’energia pulita tanto auspicata dal presidente Obama dopo il disastro ambientale del Golfo del Messico forse esiste già da un pezzo, ma qualcuno la tiene nascosta per inconfessabili interessi economici. Ma non solo. Negli anni Settanta, infatti, un gruppo di scienziati italiani ne avrebbe scoperto il segreto, ma questa nuova e stupefacente tecnologia, che di fatto cambierebbe l’economia mondiale archiviando per sempre i rischi del petrolio e del nucleare, sarebbe stata volutamente occultata nella cassaforte di una misteriosa fondazione religiosa con sede nel Liechtenstein, dove si troverebbe tuttora. Sembra davvero la trama di un giallo internazionale l’incredibile storia che si nasconde dietro quella che, senza alcun dubbio, si potrebbe definire la scoperta epocale per eccellenza, e cioè la produzione di energia pulita senza alcuna emissione di radiazioni dannose. In altre parole, la realizzazione di un macchinario in grado di dissolvere la materia, intendendo con questa definizione qualunque tipo di sostanza fisica, producendo solo ed esclusivamente calore.

UNA SCOPERTA PER CASO

Mussolini disse al giornalista Ivanoe Fossati che Marconi aveva inventato un apparecchio che emetteva un raggio in grado di bloccare qualunque motore dotato di impianto elettrico. Mussolini voleva quel raggio per usarlo in guerraCome ogni giallo che si rispetti, l’intricata vicenda che si nasconde dietro la genesi di questa scoperta è stata svelata quasi per caso. Lo ha fatto un imprenditore genovese che una decina d’anni fa si è trovato ad avere rapporti di affari con la fondazione che nasconde e gestisce il segreto di quello che, per semplicità, chiameremo “il raggio della morte”. E sì, perché la storia che stiamo per svelare nasce proprio da quello che, durante il fascismo, fu il mito per eccellenza: l’arma segreta che avrebbe rivoluzionato il corso della seconda guerra mondiale. Sembrava soltanto una fantasia, ma non lo era. In quegli anni si diceva che persino Guglielmo Marconi stesse lavorando alla realizzazione del “raggio della morte”. La cosa era solo parzialmente vera. Secondo quanto Mussolini disse al giornalista Ivanoe Fossati durante una delle sue ultime interviste, Marconi inventò un apparecchio che emetteva un raggio elettromagnetico in grado di bloccare qualunque motore dotato di impianto elettrico. Tale raggio, inoltre, mandava in corto circuito l’impianto stesso, provocandone l’incendio. Lo scienziato dette una dimostrazione, alla presenza del duce del fascismo, ad Acilia, sulla strada di Ostia, quando bloccò auto e camion che transitavano sulla strada. A Orbetello, invece, riuscì a incendiare due aerei che si trovavano ad oltre due chilometri di distanza. Tuttavia, dice sempre Mussolini, Marconi si fece prendere dagli scrupoli religiosi. Non voleva essere ricordato dai posteri come colui che aveva provocato la morte di migliaia di persone, bensì solo come l’inventore della radio. Per cui si confidò con papa Pio XI, il quale gli consigliò di distruggere il progetto della sua invenzione. Cosa che Marconi si affrettò a fare, mandando in bestia Mussolini e gerarchi. Poi, forse per il troppo stress che aveva accumulato in quella disputa, nel 1937 improvvisamente venne colpito da un infarto e morì a soli 63 anni.  
La fine degli anni Trenta fu comunque molto prolifica da un punto di vista scientifico. Per qualche imperscrutabile gioco del destino, pare che la fantasia e la creatività degli italiani non fu soltanto all’origine della prima bomba nucleare realizzata negli Stati Uniti da Enrico Fermi e da i suoi colleghi di via Panisperna; altri scienziati, continuando gli studi sulla scissione dell’atomo, trovarono infatti il modo di “produrre ed emettere sino a notevoli distanze anti-atomi di qualsiasi elemento esistente sul nostro pianeta che, diretti contro una massa costituita da atomi della stessa natura ma di segno opposto, la disgregano ionizzandola senza provocare alcuna reazione nucleare, ma producendo egualmente una enorme quantità di energia pulita”.
Tanto per fare un esempio concreto, ionizzando un grammo di ferro si sviluppa un calore pari a 24 milioni di KWh, cioè oltre 20 miliardi di calorie, capaci di evaporare 40 milioni di litri d’acqua. Per ottenere un uguale numero di calorie, occorrerebbe bruciare 15mila barili di petrolio. Sembra quasi di leggere un racconto di fantascienza, ma è soltanto la pura e semplice realtà. Almeno quella che i documenti in possesso dell’imprenditore genovese Enrico M. Remondini dimostrano.

LA TESTIMONIANZA

Lo scienziato bolognese creò il «raggio della morte», ma decise di non continuare gli studi dopo un colloquio con Papa Pio XI. Non voleva essere ricordato per aver causato morte e distruzione. Si fermò ma il suo lavoro fu portato avanti da altri“Tutto è cominciato – racconta Remondini – dal contatto che nel 1999 ho avuto con il dottor Renato Leonardi, direttore della Fondazione Internazionale Pace e Crescita, con sede a Vaduz, capitale del Liechtenstein. Il mio compito era quello di stipulare contratti per lo smaltimento di rifiuti solidi tramite le Centrali Termoelettriche Polivalenti della Fondazione Internazionale Pace e Crescita. Non mi hanno detto dove queste centrali si trovassero, ma so per certo che esistono. Altrimenti non avrebbero fatto un contratto con me.  In quel periodo, lavoravo con il mio collega, dottor Claudio Barbarisi. Per ogni contratto stipulato, la nostra percentuale sarebbe stata del 2 per cento. Tuttavia, per una clausola imposta dalla Fondazione stessa, il 10 per cento di questa commissione doveva essere destinata a favore di aiuti umanitari. Considerando che lo smaltimento di questi rifiuti avveniva in un modo pressoché perfetto, cioè con la ionizzazione della materia senza produzione di alcuna scoria, sembrava davvero il modo ottimale per ottenere il risultato voluto. Tuttavia, improvvisamente, e senza comunicarci il perché, la Fondazione ci fece sapere che le loro centrali non sarebbero più state operative. E fu inutile chiedere spiegazioni. Pur avendo un contratto firmato in tasca, non ci fu nulla da fare. Semplicemente chiusero i contatti”.

Pio XI che, secondo il racconto di Mussolini, avrebbe convinto Marconi a distruggere la sua invenzioneRemondini ancora oggi non conosce la ragione dell’improvviso voltafaccia. Ha provato a telefonare al direttore Leonardi, che tra l’altro vive a Lugano, ma non ha mai avuto una spiegazione per quello strano comportamento. Inutili anche le ricerche per vie traverse: l’unica cosa che è riuscito a sapere è che la Fondazione è stata messa in liquidazione. Per cui è ipotizzabile che i suoi segreti adesso siano stati trasferiti ad un’altra società di cui, ovviamente, si ignora persino il nome. Ciò significa che da qualche parte sulla terra oggi c’è qualcuno che nasconde il segreto più ambito del mondo: la produzione di energia pulita ad un costo prossimo allo zero.
Nonostante questo imprevisto risvolto, in mano a Remondini sono rimasti diversi documenti strettamente riservati della Fondazione Internazionale Pace e Crescita, per cui alla fine l’imprenditore si è deciso a rendere pubblico ciò che sa su questa misteriosa istituzione. Per capire i retroscena di questa tanto mirabolante quanto scientificamente sconosciuta scoperta, occorre fare un salto indietro nel tempo e cercare di ricostruire, passo dopo passo, la cronologia dell’invenzione. Ad aiutarci è la relazione tecnico-scientifica che il 25 ottobre 1997 la Fondazione Internazionale Pace e Crescita ha fatto avere soltanto agli addetti ai lavori. Ogni foglio, infatti, è chiaramente marcato con la scritta “Riproduzione Vietata”. Ma l’enormità di quanto viene rivelato in quello scritto giustifica ampiamente il non rispetto della riservatezza richiesta.
Il “raggio della morte”, infatti, pur essendo stato concepito teoricamente negli anni Trenta, avrebbe trovato la sua base scientifica soltanto tra il 1958 e il 1960. Il condizionale è d’obbligo in quanto riportiamo delle notizie scritte, ma non confermate dalla scienza ufficiale. Non sappiamo da chi era composto il gruppo di scienziati che diede vita all’esperimento: i nomi non sono elencati. Sappiamo invece che vi furono diversi tentativi di realizzare una macchina che corrispondesse al modello teorico progettato, ma soltanto nel 1973 si arrivò ad avere una strumentazione in grado di “produrre campi magnetici, gravitazionali ed elettrici interagenti, in modo da colpire qualsiasi materia, ionizzandola a distanza ed in quantità predeterminate”.

IL VIA DAL GOVERNO ANDREOTTI

Durante un suo governo, all'inizio degli anni '70, fu stato dato il via libera alla sperimentazione del «raggio». Gli studi furono affidati a Ezio Clementel, il quale scoprì che l'apparecchio sprigionava una quantità enorme di energiaFu a quel punto che il governo italiano cominciò ad interessarsi ufficialmente a quegli esperimenti. E infatti l’allora governo Andreotti, prima di passare la mano a Mariano Rumor nel luglio del ’73, incaricò il professor Ezio Clementel, allora presidente del Comitato per l’energia nucleare (CNEN),  di analizzare gli effetti e la natura di quei campi magnetici a fascio. Clementel, trentino originario di Fai e titolare della cattedra di Fisica nucleare alla facoltà di Scienze dell’Università di Bologna, a quel tempo aveva 55 anni ed era uno dei più noti scienziati del panorama nazionale e internazionale. La sua responsabilità, in quella circostanza, era grande. Doveva infatti verificare se quel diabolico raggio avesse realmente la capacità di distruggere la materia ionizzandola in un’esplosione di calore. Anche perché non ci voleva molto a capire che, qualora l’esperimento fosse riuscito, si poteva fare a meno dell’energia nucleare e inaugurare una nuova stagione energetica non soltanto per l’Italia, ma per il mondo intero. Tanto per fare un esempio, questa tecnologia avrebbe permesso la realizzazione di nuovi e potentissimi motori a razzo che avrebbero letteralmente rivoluzionato la corsa allo spazio, permettendo la costruzione di gigantesche astronavi interplanetarie. 
Il professor Clementel ordinò quindi quattro prove di particolare complessità. La prima consisteva nel porre una lastra di plexiglass a 20 metri dall’uscita del fascio di raggi, collocare una lastra di acciaio inox a mezzo metro dietro la lastra di plexiglass e chiedere di perforare la lastra d’acciaio senza danneggiare quella di plexiglass. La seconda prova consisteva nel ripetere il primo esperimento, chiedendo però di perforare la lastra di plexiglass senza alterare la lastra d’acciaio. Il terzo esame era ancora più difficile: bisognava porre una serie di lastre d’acciaio a 10, 20 e 40 metri dall’uscita del fascio di raggi, chiedendo di bucare le lastre a partire dall’ultima, cioè quella posta a 40 metri. Nella quarta e ultima prova si doveva sistemare una pesante lastra di alluminio a 50 metri dall’uscita del fascio di raggi, chiedendo che venisse tagliata parallelamente al lato maggiore.
Ebbene, tutte e quattro le prove ebbero esito positivo e il professor Clementel, considerando che la durata dell’impulso dei raggi era minore di 0,1 secondi, valutò la potenza, ipotizzando la vaporizzazione del metallo, a 40.000 KW e la densità di potenza pari a 4.000 KW per centimetro quadrato. In realtà, venne spiegato a sperimentazione compiuta, l’impulso dei raggi aveva avuto la durata di un nano secondo e poteva ionizzare a distanza “forma e quantità predeterminate di qualsiasi materia”.
Tra l’altro all’esperimento aveva assistito anche il professor Piero Pasolini, illustre fisico e amico di un’altra celebrità scientifica qual è il professor Antonino Zichichi. In una sua relazione, Pasolini parlò di “campi magnetici, gravitazionali ed elettrici interagenti che sviluppano atomi di antimateria proiettati e focalizzati in zone di spazio ben determinate anche al di là di schemi di materiali vari, che essendo fuori fuoco si manifestano perfettamente trasparenti e del tutto indenni”.
In pratica, ma qui entriamo in una spiegazione scientifica un po’ più complessa, gli scienziati italiani che avevano realizzato quel macchinario, sarebbero riusciti ad applicare la teoria di Einstein sul campo unificato, e cioè identificare la matrice profonda ed unica di tutti i campi di interazione, da quello forte (nucleare) a quello gravitazionale. Altri fisici in tutto il mondo ci avevano provato, ma senza alcun risultato. Gli italiani, a quanto pare, c’erano riusciti.

L’INSABBIAMENTO

In un Paese normale (ma tutti sappiamo che il nostro non lo è) una simile scoperta sarebbe stata subito messa a frutto. Non ci vuole molta fantasia per capire le implicazioni industriali ed economiche che avrebbe portato. Anche perché, quella che a prima vista poteva sembrare un’arma di incredibile potenza, nell’uso civile poteva trasformarsi nel motore termico di una centrale che, a costi bassissimi, poteva produrre infinite quantità di energia elettrica.
Perché, dunque, questa scoperta non è stata rivelata e utilizzata? La ragione non viene spiegata. Tutto quello che sappiamo è che i governi dell’epoca imposero il segreto sulla sperimentazione e che nessuno, almeno ufficialmente, ne venne a conoscenza. Del resto nel 1979 il professor Clementel morì prematuramente e si portò nella tomba il segreto dei suoi esperimenti. Ma anche dietro Clementel si nasconde una vicenda piuttosto strana e misteriosa. Pare, infatti, che le sue idee non piacessero ai governanti dell’epoca. Non si sa esattamente quale fosse la materia del contendere, ma alla luce della straordinaria scoperta che aveva verificato, è facile immaginarlo. Forse lo scienziato voleva rendere pubblica la notizia, mentre i politici non ne volevano sapere. Chissà? Ebbene, qualcuno trovò il sistema per togliersi di torno quello scomodo presidente del CNEN. Infatti venne accertato che la firma di Clementel appariva su registri di esame all’Università di Trento, della quale all’epoca era il rettore, in una data in cui egli era in missione altrove. Sembrava quasi un errore, una svista. Ma gli costò il carcere, la carriera e infine la salute. Lo scienziato capì l’antifona, e non disse mai più nulla su quel “raggio della morte” che gli era costato così tanto caro. A Clementel è dedicato il Centro Ricerche Energia dell’ENEA a Bologna.
C’è comunque da dire che già negli anni Ottanta qualcosa venne fuori riguardo un ipotetico “raggio della morte”. Il primo a parlarne fu il giudice Carlo Palermo che dedicò centinaia di pagine al misterioso congegno, affermando che fu alla base di un intricato traffico d’armi. La storia coinvolse un ex colonnello del Sifar e del Sid, Massimo Pugliese, ma anche esponenti del governo americano (allora presieduto da Gerald Ford), i parlamentari Flaminio Piccoli (Dc) e Loris Fortuna (Psi), nonché una misteriosa società con sede proprio nel Liechtenstein, la Traspraesa. La vicenda durò dal 1973 al 1979, quando improvvisamente calò una cortina di silenzio su tutto quanto.

Il professore di Fisica Ezio Clementel testò l'apparecchio constatando la sua prestigiosa capacità di produrre energia. Non divulgò mai la notizia anche perché dopo i suoi esperimenti fu vittima di una ritorsione. E per molti questo non è un casoErano comunque anni difficili. L’Italia navigava nel caos. Gli attentati delle Brigate Rosse erano all’ordine del giorno, la società civile soffocava nel marasma, i servizi segreti di mezzo mondo operavano sul nostro territorio nazionale come se fosse una loro riserva di caccia. Il 16 marzo 1978 i brigatisti arrivarono al punto di rapire il Presidente del Consiglio Nazionale della Dc, Aldo Moro, uccidendo i cinque poliziotti della scorta in un indimenticabile attentato in via Fani, a Roma. E tutti ci ricordiamo come andò a finire. Tre anni dopo, il 13 maggio 1981, il terrorista turco Mehmet Alì Agca in piazza San Pietro ferì a colpi di pistola Giovanni Paolo II.
E’ in questo contesto, che il “raggio della morte” scomparve dalla scena. Del resto, ammesso che la scoperta avesse avuto una consistenza reale, chi sarebbe stato in grado di gestire e controllare gli effetti di una rivoluzione industriale e finanziaria che di fatto avrebbe cambiato il mondo? Non ci vuole molto, infatti, ad immaginare quanti interessi quell’invenzione avrebbe danneggiato se soltanto fosse stata resa pubblica. In pratica, tutte le multinazionali operanti nel campo del petrolio e dell’energia nucleare avrebbero dovuto chiudere i battenti o trasformare da un giorno all’altro la loro produzione. Sarebbe veramente impossibile ipotizzare una cifra per quantificare il disastro economico che la nuova scoperta italiana avrebbe portato.
Ma queste sono solo ipotesi. Ciò che invece risulta riguarda la decisione presa dagli autori della scoperta. Infatti, dopo anni di traversie e inutili tentativi per far riconoscere ufficialmente la loro invenzione, probabilmente temendo per la loro vita e per il futuro della loro strumentazione, questi scienziati consegnarono il frutto del loro lavoro alla Fondazione Internazionale Pace e Crescita, che l’11 aprile 1996 venne costituita apposta, verosimilmente con il diretto appoggio logistico-finanziario del Vaticano, a Vaduz, ben al di fuori dei confini italiani. In quel momento il capitale sociale era di appena 30mila franchi svizzeri (circa 20mila Euro). “Sembra anche a noi – si legge nella relazione introduttiva alle attività della Fondazione – che sia meglio costruire anziché distruggere, non importa quanto possa essere difficile, anche se per farlo occorrono molto più coraggio e pazienza, assai più fantasia e sacrificio”.
A prescindere dal fatto che non si trova traccia ufficiale di questa fantomatica Fondazione, se non la notizia (in tedesco) che il primo luglio del 2002 è stata messa in liquidazione, parrebbe che a suo tempo l’organizzazione fosse stata costituita in primo luogo per evitare che un’invenzione di quella portata fosse utilizzata solo per fini militari. Del resto anche i missili balistici (con quello che costano) diventerebbero ben poca cosa se gli eserciti potessero disporre di un macchinario che, per distruggere un obiettivo strategico, necessiterebbe soltanto di un sistema di puntamento d’arma.
Secondo voci non confermate, la decisione degli scienziati italiani sarebbe maturata dopo una serie di minacce che avevano ricevuto negli ambienti della capitale. Ad un certo punto si parla pure di un attentato con una bomba, sempre a Roma. Si dice che, per evitare ulteriori brutte sorprese, quegli scienziati si appellarono direttamente a Papa Giovanni Paolo II e la macchina che produce il “raggio della morte” venisse nascosta per qualche tempo in Vaticano. Da qui la decisione di istituire la fondazione e di far emigrare tutti i protagonisti della vicenda nel più tranquillo Liechtenstein. In queste circostanze, forse non fu un caso che proprio il 30 marzo 1979 il Papa ricevette in Vaticano il Consiglio di Presidenza della Società Europea di Fisica, riconoscendo, per la prima volta nella storia della Chiesa, in Galileo Galilei (1564-1642) lo scopritore della Logica del Creato. Comunque sia, da quel momento in poi, la parola d’ordine è stata mantenere il silenzio assoluto.

LE MACCHINE DEL FUTURO

Qualcosa, però, nel tempo è cambiata. Lo prova il fatto che la Fondazione Internazionale Pace e Crescita non si sarebbe limitata a proteggere gli scienziati cristiani in fuga, ma nel periodo tra il 1996 e il 1999 avrebbe proceduto a realizzare per conto suo diverse complesse apparecchiature che sfruttano il principio del “raggio della morte”. Secondo la loro documentazione, infatti, è stata prodotta una serie di macchinari della linea Zavbo pronti ad essere adibiti per più scopi. L’elenco comprende le SRSU/TEP (smaltimento dei rifiuti solidi urbani), SRLO/TEP (smaltimento dei rifiuti liquidi organici), SRTP/TEP (smaltimento dei rifiuti tossici), SRRZ/TEP (smaltimento delle scorie radioattive), RCC (compattazione rocce instabili), RCZ (distruzione rocce pericolose), RCG (scavo gallerie nella roccia), CLS (attuazione leghe speciali), CEN (produzione energia pulita).
A quest’ultimo riguardo, nella documentazione fornita da Remondini si trovano anche i piani per costruire centrali termoelettriche per produrre energia elettrica a bassissimo costo, smaltendo rifiuti. C’è tutto, dalle dimensioni all’ampiezza del terreno necessario, come si costruisce la torre di ionizzazione e quante persone devono lavorare (53 unità) nella struttura. Un’ìntera centrale si può fare in 18 mesi e potrà smaltire fino a 500 metri cubi di rifiuti al giorno, producendo energia elettrica con due turbine Ansaldo . C’è anche un quadro economico (in milioni di dollari americani) per calcolare i costi di costruzione. Nel 1999 si prevedeva che una centrale di questo tipo sarebbe costata 100milioni di dollari. Una peculiarità di queste centrali è che il loro aspetto è assolutamente fuorviante. Infatti, sempre guardando i loro progetti, si nota che all’esterno appaiono soltanto come un paio di basse palazzine per uffici, circondate da un ampio giardino con alberi e fiori. La torre di ionizzazione, dove avviene il processo termico, è infatti completamente interrata per una profondità di 15 metri. In pratica, un pozzo di spesso cemento armato completamente occultato alla vista. In altre parole, queste centrali potrebbero essere ovunque e nessuno ne saprebbe niente.
Da notare che, secondo le ricerche compiute dalla International Company Profile di Londra, una società del Wilmington Group Pic, leader nel mondo per le informazioni sul credito e quotata alla Borsa di Londra, la Fondazione Internazionale Pace e Crescita, fin dal giorno della sua registrazione a Vaduz, non ha mai compiuto alcun tipo di operazione finanziaria nel Liechtenstein, né si conosce alcun dettaglio del suo stato patrimoniale o finanziario, in quanto la legge di quel Paese non prevede che le Fondazioni presentino pubblicamente i propri bilanci o i nomi dei propri fondatori. Si conosce l’indirizzo della sede legale, ma si ignora quale sia stato quello della sede operativa e il tipo di attività che la Fondazione ha svolto al di fuori dei confini del Liechtenstein. Ovviamente mistero assoluto su quanto sia accaduto dopo il primo luglio del 2002 quando, per chissà quali ragioni, ma tutto lascia supporre che la sicurezza non sia stata estranea alla decisione, la Fondazione ufficialmente ha chiuso i battenti.
Ancora più strabiliante è l’elenco dei clienti, o presunti tali, fornito a Remondini. In tutto 24 nomi tra i quali spiccano i maggiori gruppi siderurgici europei, le amministrazioni di due Regioni italiane e persino due governi: uno europeo e uno africano. Da notare che, in una lettera inviata dalla Fondazione a Remondini, si parla di proseguire con i contatti all’estero, ma non sul territorio nazionale “a causa delle problematiche in Italia”. Ma di quali “problematiche” si parla? E, soprattutto, com’è che una scoperta di questo tipo viene utilizzata quasi sottobanco per realizzare cose egregie (pensiamo soltanto alla produzione di energia elettrica e allo smaltimento di scorie radioattive), mentre ufficialmente non se ne sa niente di niente?

Interpellato sul futuro della scoperta da Remondini, il professor Nereo Bolognani, eminenza grigia della Fondazione Internazionale Pace e Crescita, ha detto che “verrà resa nota quando Dio vorrà”. Sarà pure, ma di solito non è poi così facile conoscere in anticipo le decisioni del Padreterno. Neppure con la santa e illustre mediazione del Vaticano.

VIDEO:  

 https://youtu.be/Hl6SMHr63QQ 

https://youtu.be/5DTVy8AcWHc

HAARP E GEOINGEGNERIA: I PADRONI DEL CLIMA E LA GUERRA ALL’UMANITÀ


Hanno creato un mostro di nome HAARP che dicono di usare solo per scopi militari e fanno esperimenti sul Nucleo della Terra e sulla Ionosfera … Comunque influiscono sul campo magnetico terrestre (scusate se’ e poco).

Il sistema principale di antenne HAARP dislocato in Alaska puo’ scaricare una corrente di elettricità che varia da 100 mila ad 1 MILIONE DI MEGAWATT (questo e’ quanto hanno dichiarato, noi pensiamo che ne siano molti di piu’) .
(Hanno anche creato anche una piccola HAARP a Niscemi in Sicila).

Non ci vuole un un esperto di fisica per capire che:
INDIRIZZANDO TALI EMISSIONI DI SCARICHE DI ELETTRICITA’ COSI’ ELEVATE SIA SUL NUCLEO DELLA TERRA E SIA SULLA IONOSFERA CHE SI POSSONO CAUSARE EFFETTI MOLTO NEGATIVI NEL CAMPO MAGNETICO TERRESTRE PROVOCANDO IN MODO ARTIFICIALE :
TERREMOTI, URAGANI, INONDAZIONI SICCITÀ ecc.
Hanno creato di conseguenza il FEMA ovvero Federal Emergency Management Agency, l’Agenzia Federale degli Stati Uniti per la Gestione delle EMERGENZE CATASTROFICHE
Ha più di 800 campi di concentramento negli Stati Uniti.
LORO GIA’ CI AVVERTONO CHE CI SARANNO GRANDI CATASTROFI AMBIENTALI NEL MONDO .
COME LO SANNO ? HANNO LA SFERA MAGICA ? O SONO LORO LA SFERA MAGICA? 

Questo articolo prende le mosse dalle analisi di (vedi) Michel ChossudovskyProfessore di Economia all’Università di Ottawa. Chossudovsky, autore del bestseller internazionale «The Globalisation of Poverty», membro della Commissione economica delle Nazioni Unite per l’America latina ed i Caraibi (ECLAC) é di vari altri organismi di ricerca, è uno dei rari intellettuali che sa raccogliere con cognizione di causa le nuove sfide tecnologiche dell’establishment militare USA-NATO.
In particolare è uno dei pochissimi che ha preso seriamente in considerazione la problematica del progetto segreto HAARP, sul quale Nexus ha prodotto numerosi approfondimenti.

Il professore, da noi contattato, ha cortesemente avviato uno scambio di opinioni sugli effetti della strategia HAARP in Europa, con particolare riferimento all’Italia.
Chossudovsky ci ha chiarito che le cosiddette «scie chimiche» costituiscono soltanto un capitolo di HAARP e che sarebbe molto interessato alla documentazione sulla manipolazione climatica in Italia.
Benché consapevole dei limiti delle mie conoscenze climatologiche, considerato anche lo stato frammentario delle nostre conoscenze sulle scie chimiche sui cieli italiani, mi ritengo comunque armato di una buona dose di indignazione.

Tenterò di collegare le evidenti anomalie del nostro clima con un’ipotesi coerente con quanto si suppone al riguardo di HAARP.
Nel suo recente «Washington’s New World Order Weapons Have the Ability to Trigger Climate Change» (Le armi del Nuovo Ordine Mondiale di Washington possono innescare cambiamento climatici) apparso in internet nel 2000.(1)

Chossudovsky affermava che «intere economie nazionali potrebbero essere potenzialmente destabilizzate attraverso manipolazioni climatiche attuate dai punti di comando negli Stati Uniti»(ndr: affermazione fatta anche dal generale Fabio Mini nel 2012) Potremmo legittimamente domandarci se lo scenario italiano non stia già offrendo una tragica conferma di questi timori.

L’estate 2003 non è stata soltanto una delle più calde dell’ultimo secolo: è stata dominata da una siccità spaventosa, i cui segni premonitori erano percepibili fin dal primo semestre. Eppure ancora oggi (novembre 2003) non tutti i meteorologi concordano sul fatto che la piovosità sia stata decisamente inferiore. (ndr: a differenza di oggi – siccità del 2017)

Ad esempio, Meteo Avisio, in Trentino, afferma che possiamo dormire tranquilli: «Nonostante alcuni media parlino di precipitazioni molto scarse basandosi più che altro sulle apparenze, in realtà, guardando i dati, la pioggia caduta nell’estate 2003 è nel complesso nella norma» (2)

Forse le gardenie dell’osservatorio di San Michele all’Adige sono ancora fresche, ma per quanto? Questa mentalità da cortile non vede oltre il suo naso. Un’attenuante potrebbe essere l’andamento selettivo della siccità, a macchia di leopardo, ma una volta tanto – concedetemelo – persino i media hanno scritto la cosa giusta, quella che vedono tutte le persone dotate di buon senso: stiamo andando incontro a una siccità catastrofica.

Nell’estate 2003 il bacino padano ha conosciuto il suo minimo storico (3)

«Un fiume in agonia», così titolava qualcuno. Abbiamo già dimenticato? Nel Veneto orientale (particolarmente bersagliato delle chemtrails) la secca del fiume Brenta è assolutamente la più grave a memoria d’uomo.
I danni subiti dalla frutticoltura della fascia pedemontana ammontano a milioni di Euro (a caratteri cubitali sulla stampa locale (4).
Poiché un’emergenza idrica di tale gravità non può verificarsi per effetto di una sola stagione arida, risulta chiaro che la crisi dei bacini idrofluviali veneti proviene dalla prolungata siccità di almeno cinque anni consecutivi (1997-2002), depauperando così le falde.

Gli acquedotti ora predispongono piani di razionamento per il 2004 ed il prezzo dell’acqua sta già salendo. Altro che «apparenze»…

I dati sulla siccità incombente sono studiati a fondo dagli osservatori agricoli (5), dagli studi di settore che seguono l’andamento delle colture e la fertilità dei suoli evitando di cadere nei trabocchetti consolatori delle statistiche meteorologiche, che, aggiungendo le precipitazioni montane ai totali, presentano un mondo pacifico ed irreale. Intanto, alle basse quote, le colture vanno tranquillamente in malora….
Non pretendiamo che la siccità dipenda interamente da HAARP.
Non ignoriamo che la siccità nel bacino Mediterraneo è un fatto strutturale destinato a d aggravarsi nei decenni e nei secoli (6).
Sarebbe tuttavia miope negare che la situazione sembra essersi accelerata negli ultimi anni, aggravando situazioni già destabilizzate, come nel nostro Sud (7).
Si possono ipotizzare strategie segrete che abbiano come scopo l’indebolimento complessivo del nostro sistema agricolo e il depauperamento delle risorse idriche? A mio avviso, sì.

Scrive Chossudovsky: «Già negli anni ’70 il vecchio consigliere per la Sicurezza Nazionale Zbigniew Brzezinski aveva previsto nel suo libro “Tra Due Epoche” che: “La tecnologia renderà disponibile, per i leader delle maggiori nazioni, tecniche per condurre una guerra segreta, per la quale sarà necessario considerare solo una minima parte delle forze speciali (…) TECNICHE DI MODIFICAZIONE DEL CLIMA POTREBBERO ESSERE IMPIEGATE PER CAUSARE PROLUNGATI PERIODI DI SICCITÀ O TEMPESTA…”».

SICCITÀ ARTIFICIALE
Si può tentare di confrontare la mappa delle segnalazioni relative alle scie chimiche da varie parti d’Italia con quella della desertificazione.

Le concordanze sono inquietanti.
«In Sardegna l’annata 2001-2002 verrà ricordata come la più secca del secolo… quasi ovunque nell’isola è piovuto poco più della metà rispetto all’andamento medio dal 1900 ad oggi»(8). Poiché la Sardegna era già collocabile nelle zone a rischio di desertificazione, qualche scettico potrebbe rifiutarsi di considerare sorprendente questa segnalazione.
Ma che dire invece del brusco inaridimento climatico del Centro-Italia?
E’ già grave il caso dell’Umbria, dove si riscontrano molte segnalazioni di chemtrails. In Emilia-Romagna la siccità è da tempo oggetto di studi allarmati.
«Il rischio deserto – ha detto Maurizio Sciortino dell’ Enea – non si ferma a sud. Anche in Emilia Romagna si registrano perdite considerevoli di sostanze organiche dal suolo»(9).

La diminuzione delle riserve idriche in Emilia Romagna appariva drammatica già nell’estate del 2002 (10), a seguito di un ciclo di inverni troppo asciutti. Da uno studio del 1997 emergeva che «le precipitazioni annuali (sono) in diminuzione nell’ultimo decennio nell’intero territorio, con tendenza nell’ultimo quinquennio a maggiore diminuzione nella sulla pianura costiera – precipitazioni autunnali in aumento nell’ultimo decennio in montagna e nella pianura interna, mentre flessioni significative caratterizzano l’intero territorio nei rimanenti periodi dell’anno» (11).
Anche in questo caso colpisce la concomitante registrazione di una intensa attività chemtrails su tutta la zona.
Le chemtrails seguono un piano ragionato? Non ho mai pensato che si tratti di esperimenti a casaccio. Non stanno sperimentando, stanno applicando.
Anche se occorre estrema prudenza nel valutare i singoli tasselli, ho la sensazione che alla guida ci sia una strategia ben articolata, volta a destabilizzare l’economia delle regioni più ricche e produttive, in primo luogo quelle della pianura padana, il cuore dell’agricoltura cerearicola italiana.
In seconda battuta si nota un’attenzione all’indebolimento dei terreni dediti alla frutticoltura e alla vinicoltura.
Infine ci sono i bacini fluviali che probabilmente vengono anche minati a monte (chemtrails sui laghi del Nord).
Asuggello di questa prima, provvisoria ricognizione sul tema delle manipolazioni climatiche, citerò l’eccellente studio pubblicato nel 2001 da cinque ricercatori dell’ARPA (Agenzia Regionale di Prevenzione Ambientale) dell’Emilia Romagna, con l’emblematico titolo «Evidenza di cambiamenti climatici sul Nord Italia ».
Gli autori, Carlo Cacciamani, Marco Lazzeri, Andrea Selvini, Rodica Tomozeiu e Ambra Zuccherelli, concludevano il saggio con queste affermazioni:
«Il lavoro descritto in questo rapporto si basa sullo studio dei dati di temperatura e precipitazione registrati negli ultimi 40 anni in 30 stazioni localizzate nel nord Italia. (…)
Analizzando gli andamenti temporali si può notare… come le precipitazioni invernali e primaverili di tutte le aree siano diminuite negli ultimi 10 anni»(12).

Un’altra conferma che qualcosa nel clima è mutato bruscamente dopo il 1991.

Questa data viene ricordata anche come l’Anno Zero della dottrina del Nuovo Ordine Mondiale.

Sarà soltanto un caso?

NON SOLO EFFETTO-SERRA
«Non è soltanto una questione di effetto- serra», sosteneva Chossudovsky.
Anzi, le sentenze di colpevolezza a carico delle emissioni inquinanti, spesso sfoderate dagli organismi preposti alla tutela ambientale, rischiano davvero di confondere le idee.
Questo non implica ritenere ingenuamente che all’origine del global warming vi sia soltanto HAARP. 
Le élites militari ci nascondono molte conoscenze tecnologiche
, ma non sono ancora così onnipotenti come pretendono.

Il clima terrestre è un modello troppo complesso per esser dominato in tutte le sue variabili, alcune delle quali dipendono da cicli millenari.
Eppure il controllo di porzioni limitate di territorio potrebbe essere una faccenda relativamente agevole, avendo mezzi e tempo.

LA TECNOLOGIA ESISTE GIÀ e nemmeno ci si premura di nasconderla.
Negli USA esiste una società privata, la “Weather modification Inc.”, che fornisce su richiesta tutta la tecnologia per far piovere artificialmente(13).
Si adopera lo ioduro d’argento per provocare la coalescenza delle particelle umide.
Non dovrebbe destare meraviglia il fatto che esista anche la possibilità di ottenere l’opposto. Se questa ipotesi è vera, non si può continuare ed addossare la responsabilità della desertificazione all’effetto-serra o alla polluzione industriale.

Afferma Chossudovsky: “Nonostante esista un ampio corpo di conoscenze scientifiche, la questione della deliberata manipolazione climatica per uso militare non è mai diventata esplicitamente parte della agenda delle Nazioni Unitersui cambiamenti climatici. Né le delegazioni ufficiali né i gruppi ambientalisti partecipanti alla Conferenza sul Cambiamento Climatico all’Aia (novembre 2000) hanno sollevato la questione generale della “guerra climatica” o delle “tecniche di modificazione ambientali” (ENMOD) come rilevanti per una comprensione del cambiamento climatico (14).

Questa reticenza dovrebbe cessare.
Occorre aggiornare la propria agenda e far posto anche alle prospettive apparentemente più fantascientifiche.
Talvolta invece ci si rifugia nell’incredulità o nell’infantile illusione che si tratti soltanto di brutti sogni. “Questa faccenda delle chemtrails è solo fantapolitica. Sembra una sceneggiatura alla “X-files”: armi segrete, aerei fantasma, servizi segreti roba già vista…”. Comprendo questi sentimenti. Li ho nutriti anch’io per molti anni, quando non volevo aprire gli occhi.
Purtroppo le scie chimiche non sono un film.

Altra obiezione apparentemente ragionevole: chi paga il conto?

Facciamo due calcoli: per le migliaia di voli giornalieri (su una zona sono stati contati fino a 50 voli al giorno) occorrono piloti freschi, molto carburante e moltissimi barili di quel magico aerosol al bario che sembra in grado prosciugare le nuvole.
Il tutto moltiplicato un numero imprecisato di anni, non meno di cinque-sei. Il conto è nell’ordine di centinaia di milioni di dollari. Chi se li può permettere? Qualcuno chiederà: a che pro dilapidare tanto denaro? La siccità si realizzerebbe da sola, grazie all’effetto-serra. Obietterei al primo punto:se occorrono tanti soldi, significa soltanto che il progetto è assolutamente vitale per il mantenimento di precisi interessi, senza scadenza.
Quei soldi non sono «troppi »: sono quelli giusti.
Qualcuno ci guadagnerà abbastanza da rifarsi.
Al secondo punto replicherei: siamo proprio sicuri dello scenario climatico?
La siccità giungerebbe altrettanto certa e rapida anche senza HAARP? 
Vediamo che cosa ipotizzavano i climatologi qualche anno fa.

PREVISIONI SBALLATE
Tra gli scenari previsti per il periodo compreso tra il 2000 ed il 2100 molti contemplano l’innalzamento della temperatura da un minimo di 0,06 Co per decennio ad un massimo di 0,8 per decennio (15).
Fin qui nulla da eccepire.
Le stranezze cominciano quando si passa alle previsioni sulle precipitazioni. Secondo alcuni autorevoli studiosi avremmo dovuto munirci di impermeabile tascabile: «In un rapporto sullo stato del clima in Italia (Impact of Future Climate Change in Italy, 1995)… potrebbero cambiare le temperature e i livelli di precipitazione…
L’Università della Columbia aveva preso in considerazione tre modelli atmosferici…
– Secondo il modello GFDL (Geophysical Fluid Dynamics Laboratory, autori Manabe e Weatherland, 1987)… le precipitazioni aumenterebbero del 15% come valore massimo registrabile al nord in inverno, per calare anche del 30% in estate nelle regioni del sud.

– Il modello GISS (NASA- Goddard Institute for Space Studies, autori Hansen ed altri, 1983)… suggerisce un aumento delle precipitazioni di circa il 15%16. E’ veramente curioso che tali previsioni risultino contraddette dai fatti.

Erano sbagliati quei modelli? Non credo. Era ragionevole prevedere era una tropicalizzazione del clima italiano, almeno nella pianura padana. 
Oggi invece assistiamo a fenomeni «africani»
, come fiumi che si prosciugano e zone fertili che inaridiscono. Tutto normale? Non mi sembra che i conti tornino. A quale scenario dobbiamo credere?

UNA STRANA SICCITÀ
Avete osservato bene il comportamento delle nuvole sul Nord Italia nella torrida estate del 2003? Se una desertificazione di tipo africano (modello Sahara) doveva aver luogo proprio in quel momento, come mai il cielo era così ingombro di nuvole, gravide di pioggia, senza che piovesse una sola goccia?
Sarebbe stato più logico che non ci fossero nubi affatto.
Che dire dei cieli tempestosi, solcati da scariche elettriche?
Che dire dei turbini di vento e polvere che lasciano cadere solo poche gocce sabbiose?
Che dire dell’insolita forma «pettinata» assunta dalle nubi?
Ma lo sappiamo ancora guardare il cielo? In tutta la mia vita non ho mai visto fenomeni così strani.

Come viene spiegata la pioggia dalle teorie attuali?
I testi scolastici dicono che le nubi provocano la pioggia in tre casi:
1) quando le gocce di vapore in sospensione attraversano strati più caldi dell’atmosfera e quindi precipitano trasformandosi in acqua;
2) quando i cristalli di ghiaccio in sospensione nelle nubi più fredde attirano le goccioline di vapore, si riscaldano e quindi lasciano cadere acqua;
3) quando le gocce di vapore sono soggette ad una pressione atmosferica che le comprime e le costringe a rilasciare acqua.

Se questa è la spiegazione, per quale accidente di motivo non ha mai piovuto per tutta l’estate (il caldo non mancava di certo), senza un solo temporale degno di questo nome?

Quando si va ad approfondire un argomento, si scopre immancabilmente che esistono alcune «teorie in conflitto» e che non tutto è ovvio come sembrava.
Per esempio, non si sa ancora come si caricano elettricamente le nubi.

Non è cosa da poco, perché la struttura elettrica dell’atmosfera è importante anche ai fini del clima.
«Durante le giornate di tempo buono (fair weather), esiste una differenza di potenziale dai 200.000 ai 500.000 Volts fra la superficie della terra e la ionosfera (80 Km). Con associata una corrente di circa 2 pA/m2. Questa differenza di potenziale è mantenuta dall’attività temporalesca. (…)

Come si caricano elettricamente le nubi?

E’ un fenomeno non del tutto studiato e capito. Ci sono due teorie per spiegare il motivo per cui una nube temporalesca acquista carica elettrica (positiva alla sua sommità, negativa alla base).
Secondo la teoria convettiva gli ioni liberi nell’atmosfera sono catturati dalle goccioline d’acqua e quindi portati dalle correnti convettive interne alle nubi, creando così le regioni cariche.
Secondo la teoria gravitazionale invece le particelle cariche negativamente sono più pesanti di quelle cariche positivamente e quindi si separano a causa della forza di gravità. Secondo questa teoria ci devono essere processi di scambio di carica elettrica fra particelle di diversa dimensione.
Quando particelle di ghiaccio calde e fredde entrano in contatto, le particelle più fredde (cristalli di ghiaccio) si caricano di segno più, mentre le più calde (grandine, nevischio, graupel) di segno meno.
Anche se questa è oggi la teoria più quotata, sembra non essere del tutto soddisfacente (ad esempio non spiega i fulmini osservati nelle nuvole con assenza di ghiaccio).
Le teorie sono ancora troppo speculative e c’è bisogno di ulteriori misure sia nelle nuvole sia di più accurate esperienze di laboratorio.
Con l’avanzare delle ricerche sembra tuttavia che la spiegazione vada ricercata in una combinazione di meccanismi»(17).
Sono solo un profano e non un fisico, ma ad occhio e croce si direbbe che la polarizzazione elettrica delle nubi sia collegabile con le precipitazioni. 
Se trovassi un modo per impedire o alterare il processo di scambio fra le particelle potrei far sì che non piovano mai gocce, al massimo qualche chicco di grandine.

Il che è esattamente ciò che ho visto verificarsi nella zona in cui vivo.
Sarà un caso? Sarà anche un caso che si ipotizzi un “bombardamento » magnetico sulle nubi? Sarà questa la spiegazione della siccità? 
Stanno adoperando le ricerche avveniristiche di Nikola Tesla?
 Non sono in grado di rispondere, ma con buon senso mi limito a ripetere: “Nuvole così, non le ho mai viste prima».

CONCLUSIONI
Stiamo parlando quindi di una accelerazione abnorme della riduzione della piovosità in alcune zone del nostro paese.
Una desertificazione forzata, che non ha niente a che vedere con gli scenari dei macro-cicli climatici.
A chi può giovare un tale disastro ambientale?
Si possono avanzare molte ipotesi intrecciate: guerra economica contro l’Europa. Favoreggiamento della privatizzazione idrica(dopo la drastica riduzione delle nostre risorse…), imposizione di sementi OGM resistenti al secco in un mercato stremato e ricattabile”(davvero compassionevole ed umanitario, il nostro biotech…).
Sono solo ipotesi.
Ammetto che sottintendono giudizi poco onorevoli nei confronti di questi crimini. In ogni caso non coinvolgono sentimenti negativi verso il popolo americano, che è stata la prima vittima di questa politica (18).

Dalle ipotesi ai fatti verificati.
Parliamo di scie reali e concrete, prodotte da ugelli laterali di velivoli in dotazione della NATOridipinti di bianco e non autorizzati.
Parliamo di migliaia è migliaia di voli su una superficie di territorio che nessuno saprebbe quantificare.
Parliamo di attività diurne e notturne, condotte sopra le nostre (alquanto distratte) teste, tutti i giorni della settimana, a Pasqua, a Natale e quando il Papa è morto.
Parliamo di un’attività inesistente per i media e fotografata soltanto da privati cittadini.
Parliamo di cecità dei nostri controllori di volo.

Ustica al confronto è un’allegra scampagnata tra collegiali. Ed infine: non ci sono UFO in questo film

Enrico Corbi

NOTE.
1) Disponibile all’url: http://emperorsclothes.com/articles/chuss/haarp.htm
In italiano al sito: http://www.intermarx.com/ossinter/clima.htm.
2) www.meteoavisio.it. dalla homepage, mese di novembre 2003.
3) Si veda un qualunque quotidiano nazionale dello scorso mese di luglio.
Il dibattito ferve anche in autunno nelle zone, direttamente interessate dal problema. Si veda ad esempio www.festareggio.it. «Rivogliamo il nostro fiume».
4) si vedano le pagine vicentine e bassanesi del Gazzettino, dalla fine di agosto agli inizi di settembre 2003.
5) Si veda il programma di ricerca Climagri (www.climagri.it) dal quale si possono desumere prospettive allarmanti per l’agricoltura italiana.
6) Cfr. gli atti del recente convegno romano «Giornata dell’Acqua 2003» Accademia dei Lincei, marzo 2003.
7) Cfr La Repubblica online, l’articolo del 12/7/2002, Siccità, l’emergenza sale dal sud al centro.htm: “Un nuovo monitòraggio (della Coldiretti) ha rilevato che negli invasi del sud manca quasi un miliardo di metri cubi d’acqua».
8) Ibidem.
9) Da «Il Sahara di casa nostra.htm» articolo apparso l’ 8/2/2000.
1O) Si veda la Delibera di Giunta 3 Regionale dell’Emilia-Romagna n.2003/1551 – protocollato il 28/7/2003. Oggetto: D.M. 26/2/02 – siccita’ – maggiorazione delle attribuzioni di carburante agricolo agevolato. «Si è reso necessario effettuare irrigazioni di soccorso oltre a quelle normalmente effettuate».
11) http://www.mete089.it/aer/ar : taer25.htm Gianfranco Simonini di clima in Emilia-Romagna: dai dati termopluviometrici dell’ultimo decennio », novembre 1997.
12) Quaderno Tecnico ARPA-SMR nO04/2001 pag.29. Il documento è disponibile on-line presso il sito: www.regione.emilia-romagna.it arparivista.
13) Vedi l’articolo apparso su L’Unione Sarda online, 18/06/2002, «Guerra alle nuvole per la pioggia artificiale».
14) Michel Chossudovsky, Guerre climatiche, etc. in http://www.intermarx.com/ossinter/clima.htm
15) Jeremy Legget (a cura di) «Il rapporto Greenpeace sul riscaldamento della terra», 1992, p.118.
16) Dal sito http://www.greenpeace.it/archivio/clima/serra.htm
17) Renzo Bellina, «Tuoni& Fulmini» al sito Meteo89
18) Si consulti il sito http://www.desertification.it . Una notizia apparsa sul Washington Post del 14/03/2002.
L’articolista, Steven Ginsberg , riporta che in molti stati americani, come la Virginia, il New Jersey e la Pennsylvania, la persistente siccità che ha abbassato di molto il livello dei serbatoi e diminuita la portata dei fiumi, ha spinto le autorità locali a intraprendere una politica di risparmio dell’acqua, raccomandando ai cittadini di diminuirne il consumo e chiedendo all’Agenzia di Stato e alla altre istituzioni preposte di effettuare un maggior controllo sull’uso della risorsa. La situazione non è grave e non si può ancora parlare di emergenza; ma i bollettini sulle precipitazioni prevedono che il periodo di siccità si protrarrà ancora per molto e il livello di molti fiumi ha ormai raggiunto il minimo storico.

Articolo del 3 gennaio 2004, tratto dall’inserto del periodico Nexus Anno IX N.47

https://youtu.be/nXTxH0iY33Y

Rispondi

Autenticato come angelafranciaUscire?

COMMENTO

 Notificami nuovi commenti via e-mail

Navigazione articoli

HAARP E GEOINGEGNERIA: I PADRONI DEL CLIMA E LA GUERRA ALL’UMANITÀ 

Hanno creato un mostro di nome HAARP che dicono di usare solo per scopi militari e fanno esperimenti sul Nucleo della Terra e sulla Ionosfera … Comunque influiscono sul campo magnetico terrestre (scusate se’ e poco).

Il sistema principale di antenne HAARP dislocato in Alaska puo’ scaricare una corrente di elettricità che varia da 100 mila ad 1 MILIONE DI MEGAWATT (questo e’ quanto hanno dichiarato, noi pensiamo che ne siano molti di piu’) .
(Hanno anche creato anche una piccola HAARP a Niscemi in Sicila).

Non ci vuole un un esperto di fisica per capire che:
INDIRIZZANDO TALI EMISSIONI DI SCARICHE DI ELETTRICITA’ COSI’ ELEVATE SIA SUL NUCLEO DELLA TERRA E SIA SULLA IONOSFERA CHE SI POSSONO CAUSARE EFFETTI MOLTO NEGATIVI NEL CAMPO MAGNETICO TERRESTRE PROVOCANDO IN MODO ARTIFICIALE :
TERREMOTI, URAGANI, INONDAZIONI SICCITÀ ecc.
Hanno creato di conseguenza il FEMA ovvero Federal Emergency Management Agency, l’Agenzia Federale degli Stati Uniti per la Gestione delle EMERGENZE CATASTROFICHE
Ha più di 800 campi di concentramento negli Stati Uniti.
LORO GIA’ CI AVVERTONO CHE CI SARANNO GRANDI CATASTROFI AMBIENTALI NEL MONDO .
COME LO SANNO ? HANNO LA SFERA MAGICA ? O SONO LORO LA SFERA MAGICA? 

Questo articolo prende le mosse dalle analisi di (vedi) Michel ChossudovskyProfessore di Economia all’Università di Ottawa. Chossudovsky, autore del bestseller internazionale «The Globalisation of Poverty», membro della Commissione economica delle Nazioni Unite per l’America latina ed i Caraibi (ECLAC) é di vari altri organismi di ricerca, è uno dei rari intellettuali che sa raccogliere con cognizione di causa le nuove sfide tecnologiche dell’establishment militare USA-NATO.
In particolare è uno dei pochissimi che ha preso seriamente in considerazione la problematica del progetto segreto HAARP, sul quale Nexus ha prodotto numerosi approfondimenti.

Il professore, da noi contattato, ha cortesemente avviato uno scambio di opinioni sugli effetti della strategia HAARP in Europa, con particolare riferimento all’Italia.
Chossudovsky ci ha chiarito che le cosiddette «scie chimiche» costituiscono soltanto un capitolo di HAARP e che sarebbe molto interessato alla documentazione sulla manipolazione climatica in Italia.
Benché consapevole dei limiti delle mie conoscenze climatologiche, considerato anche lo stato frammentario delle nostre conoscenze sulle scie chimiche sui cieli italiani, mi ritengo comunque armato di una buona dose di indignazione.

Tenterò di collegare le evidenti anomalie del nostro clima con un’ipotesi coerente con quanto si suppone al riguardo di HAARP.
Nel suo recente «Washington’s New World Order Weapons Have the Ability to Trigger Climate Change» (Le armi del Nuovo Ordine Mondiale di Washington possono innescare cambiamento climatici) apparso in internet nel 2000.(1)

Chossudovsky affermava che «intere economie nazionali potrebbero essere potenzialmente destabilizzate attraverso manipolazioni climatiche attuate dai punti di comando negli Stati Uniti»(ndr: affermazione fatta anche dal generale Fabio Mini nel 2012) Potremmo legittimamente domandarci se lo scenario italiano non stia già offrendo una tragica conferma di questi timori.

L’estate 2003 non è stata soltanto una delle più calde dell’ultimo secolo: è stata dominata da una siccità spaventosa, i cui segni premonitori erano percepibili fin dal primo semestre. Eppure ancora oggi (novembre 2003) non tutti i meteorologi concordano sul fatto che la piovosità sia stata decisamente inferiore. (ndr: a differenza di oggi – siccità del 2017)

Ad esempio, Meteo Avisio, in Trentino, afferma che possiamo dormire tranquilli: «Nonostante alcuni media parlino di precipitazioni molto scarse basandosi più che altro sulle apparenze, in realtà, guardando i dati, la pioggia caduta nell’estate 2003 è nel complesso nella norma» (2)

Forse le gardenie dell’osservatorio di San Michele all’Adige sono ancora fresche, ma per quanto? Questa mentalità da cortile non vede oltre il suo naso. Un’attenuante potrebbe essere l’andamento selettivo della siccità, a macchia di leopardo, ma una volta tanto – concedetemelo – persino i media hanno scritto la cosa giusta, quella che vedono tutte le persone dotate di buon senso: stiamo andando incontro a una siccità catastrofica.

Nell’estate 2003 il bacino padano ha conosciuto il suo minimo storico (3)

«Un fiume in agonia», così titolava qualcuno. Abbiamo già dimenticato? Nel Veneto orientale (particolarmente bersagliato delle chemtrails) la secca del fiume Brenta è assolutamente la più grave a memoria d’uomo.
I danni subiti dalla frutticoltura della fascia pedemontana ammontano a milioni di Euro (a caratteri cubitali sulla stampa locale (4).
Poiché un’emergenza idrica di tale gravità non può verificarsi per effetto di una sola stagione arida, risulta chiaro che la crisi dei bacini idrofluviali veneti proviene dalla prolungata siccità di almeno cinque anni consecutivi (1997-2002), depauperando così le falde.

Gli acquedotti ora predispongono piani di razionamento per il 2004 ed il prezzo dell’acqua sta già salendo. Altro che «apparenze»…

I dati sulla siccità incombente sono studiati a fondo dagli osservatori agricoli (5), dagli studi di settore che seguono l’andamento delle colture e la fertilità dei suoli evitando di cadere nei trabocchetti consolatori delle statistiche meteorologiche, che, aggiungendo le precipitazioni montane ai totali, presentano un mondo pacifico ed irreale. Intanto, alle basse quote, le colture vanno tranquillamente in malora….
Non pretendiamo che la siccità dipenda interamente da HAARP.
Non ignoriamo che la siccità nel bacino Mediterraneo è un fatto strutturale destinato a d aggravarsi nei decenni e nei secoli (6).
Sarebbe tuttavia miope negare che la situazione sembra essersi accelerata negli ultimi anni, aggravando situazioni già destabilizzate, come nel nostro Sud (7).
Si possono ipotizzare strategie segrete che abbiano come scopo l’indebolimento complessivo del nostro sistema agricolo e il depauperamento delle risorse idriche? A mio avviso, sì.

Scrive Chossudovsky: «Già negli anni ’70 il vecchio consigliere per la Sicurezza Nazionale Zbigniew Brzezinski aveva previsto nel suo libro “Tra Due Epoche” che: “La tecnologia renderà disponibile, per i leader delle maggiori nazioni, tecniche per condurre una guerra segreta, per la quale sarà necessario considerare solo una minima parte delle forze speciali (…) TECNICHE DI MODIFICAZIONE DEL CLIMA POTREBBERO ESSERE IMPIEGATE PER CAUSARE PROLUNGATI PERIODI DI SICCITÀ O TEMPESTA…”».

SICCITÀ ARTIFICIALE
Si può tentare di confrontare la mappa delle segnalazioni relative alle scie chimiche da varie parti d’Italia con quella della desertificazione.

Le concordanze sono inquietanti.
«In Sardegna l’annata 2001-2002 verrà ricordata come la più secca del secolo… quasi ovunque nell’isola è piovuto poco più della metà rispetto all’andamento medio dal 1900 ad oggi»(8). Poiché la Sardegna era già collocabile nelle zone a rischio di desertificazione, qualche scettico potrebbe rifiutarsi di considerare sorprendente questa segnalazione.
Ma che dire invece del brusco inaridimento climatico del Centro-Italia?
E’ già grave il caso dell’Umbria, dove si riscontrano molte segnalazioni di chemtrails. In Emilia-Romagna la siccità è da tempo oggetto di studi allarmati.
«Il rischio deserto – ha detto Maurizio Sciortino dell’ Enea – non si ferma a sud. Anche in Emilia Romagna si registrano perdite considerevoli di sostanze organiche dal suolo»(9).

La diminuzione delle riserve idriche in Emilia Romagna appariva drammatica già nell’estate del 2002 (10), a seguito di un ciclo di inverni troppo asciutti. Da uno studio del 1997 emergeva che «le precipitazioni annuali (sono) in diminuzione nell’ultimo decennio nell’intero territorio, con tendenza nell’ultimo quinquennio a maggiore diminuzione nella sulla pianura costiera – precipitazioni autunnali in aumento nell’ultimo decennio in montagna e nella pianura interna, mentre flessioni significative caratterizzano l’intero territorio nei rimanenti periodi dell’anno» (11).
Anche in questo caso colpisce la concomitante registrazione di una intensa attività chemtrails su tutta la zona.
Le chemtrails seguono un piano ragionato? Non ho mai pensato che si tratti di esperimenti a casaccio. Non stanno sperimentando, stanno applicando.
Anche se occorre estrema prudenza nel valutare i singoli tasselli, ho la sensazione che alla guida ci sia una strategia ben articolata, volta a destabilizzare l’economia delle regioni più ricche e produttive, in primo luogo quelle della pianura padana, il cuore dell’agricoltura cerearicola italiana.
In seconda battuta si nota un’attenzione all’indebolimento dei terreni dediti alla frutticoltura e alla vinicoltura.
Infine ci sono i bacini fluviali che probabilmente vengono anche minati a monte (chemtrails sui laghi del Nord).
Asuggello di questa prima, provvisoria ricognizione sul tema delle manipolazioni climatiche, citerò l’eccellente studio pubblicato nel 2001 da cinque ricercatori dell’ARPA (Agenzia Regionale di Prevenzione Ambientale) dell’Emilia Romagna, con l’emblematico titolo «Evidenza di cambiamenti climatici sul Nord Italia ».
Gli autori, Carlo Cacciamani, Marco Lazzeri, Andrea Selvini, Rodica Tomozeiu e Ambra Zuccherelli, concludevano il saggio con queste affermazioni:
«Il lavoro descritto in questo rapporto si basa sullo studio dei dati di temperatura e precipitazione registrati negli ultimi 40 anni in 30 stazioni localizzate nel nord Italia. (…)
Analizzando gli andamenti temporali si può notare… come le precipitazioni invernali e primaverili di tutte le aree siano diminuite negli ultimi 10 anni»(12).

Un’altra conferma che qualcosa nel clima è mutato bruscamente dopo il 1991.

Questa data viene ricordata anche come l’Anno Zero della dottrina del Nuovo Ordine Mondiale.

Sarà soltanto un caso?

NON SOLO EFFETTO-SERRA
«Non è soltanto una questione di effetto- serra», sosteneva Chossudovsky.
Anzi, le sentenze di colpevolezza a carico delle emissioni inquinanti, spesso sfoderate dagli organismi preposti alla tutela ambientale, rischiano davvero di confondere le idee.
Questo non implica ritenere ingenuamente che all’origine del global warming vi sia soltanto HAARP. 
Le élites militari ci nascondono molte conoscenze tecnologiche
, ma non sono ancora così onnipotenti come pretendono.

Il clima terrestre è un modello troppo complesso per esser dominato in tutte le sue variabili, alcune delle quali dipendono da cicli millenari.
Eppure il controllo di porzioni limitate di territorio potrebbe essere una faccenda relativamente agevole, avendo mezzi e tempo.

LA TECNOLOGIA ESISTE GIÀ e nemmeno ci si premura di nasconderla.
Negli USA esiste una società privata, la “Weather modification Inc.”, che fornisce su richiesta tutta la tecnologia per far piovere artificialmente(13).
Si adopera lo ioduro d’argento per provocare la coalescenza delle particelle umide.
Non dovrebbe destare meraviglia il fatto che esista anche la possibilità di ottenere l’opposto. Se questa ipotesi è vera, non si può continuare ed addossare la responsabilità della desertificazione all’effetto-serra o alla polluzione industriale.

Afferma Chossudovsky: “Nonostante esista un ampio corpo di conoscenze scientifiche, la questione della deliberata manipolazione climatica per uso militare non è mai diventata esplicitamente parte della agenda delle Nazioni Unitersui cambiamenti climatici. Né le delegazioni ufficiali né i gruppi ambientalisti partecipanti alla Conferenza sul Cambiamento Climatico all’Aia (novembre 2000) hanno sollevato la questione generale della “guerra climatica” o delle “tecniche di modificazione ambientali” (ENMOD) come rilevanti per una comprensione del cambiamento climatico (14).

Questa reticenza dovrebbe cessare.
Occorre aggiornare la propria agenda e far posto anche alle prospettive apparentemente più fantascientifiche.
Talvolta invece ci si rifugia nell’incredulità o nell’infantile illusione che si tratti soltanto di brutti sogni. “Questa faccenda delle chemtrails è solo fantapolitica. Sembra una sceneggiatura alla “X-files”: armi segrete, aerei fantasma, servizi segreti roba già vista…”. Comprendo questi sentimenti. Li ho nutriti anch’io per molti anni, quando non volevo aprire gli occhi.
Purtroppo le scie chimiche non sono un film.

Altra obiezione apparentemente ragionevole: chi paga il conto?

Facciamo due calcoli: per le migliaia di voli giornalieri (su una zona sono stati contati fino a 50 voli al giorno) occorrono piloti freschi, molto carburante e moltissimi barili di quel magico aerosol al bario che sembra in grado prosciugare le nuvole.
Il tutto moltiplicato un numero imprecisato di anni, non meno di cinque-sei. Il conto è nell’ordine di centinaia di milioni di dollari. Chi se li può permettere? Qualcuno chiederà: a che pro dilapidare tanto denaro? La siccità si realizzerebbe da sola, grazie all’effetto-serra. Obietterei al primo punto:se occorrono tanti soldi, significa soltanto che il progetto è assolutamente vitale per il mantenimento di precisi interessi, senza scadenza.
Quei soldi non sono «troppi »: sono quelli giusti.
Qualcuno ci guadagnerà abbastanza da rifarsi.
Al secondo punto replicherei: siamo proprio sicuri dello scenario climatico?
La siccità giungerebbe altrettanto certa e rapida anche senza HAARP? 
Vediamo che cosa ipotizzavano i climatologi qualche anno fa.

PREVISIONI SBALLATE
Tra gli scenari previsti per il periodo compreso tra il 2000 ed il 2100 molti contemplano l’innalzamento della temperatura da un minimo di 0,06 Co per decennio ad un massimo di 0,8 per decennio (15).
Fin qui nulla da eccepire.
Le stranezze cominciano quando si passa alle previsioni sulle precipitazioni. Secondo alcuni autorevoli studiosi avremmo dovuto munirci di impermeabile tascabile: «In un rapporto sullo stato del clima in Italia (Impact of Future Climate Change in Italy, 1995)… potrebbero cambiare le temperature e i livelli di precipitazione…
L’Università della Columbia aveva preso in considerazione tre modelli atmosferici…
– Secondo il modello GFDL (Geophysical Fluid Dynamics Laboratory, autori Manabe e Weatherland, 1987)… le precipitazioni aumenterebbero del 15% come valore massimo registrabile al nord in inverno, per calare anche del 30% in estate nelle regioni del sud.

– Il modello GISS (NASA- Goddard Institute for Space Studies, autori Hansen ed altri, 1983)… suggerisce un aumento delle precipitazioni di circa il 15%16. E’ veramente curioso che tali previsioni risultino contraddette dai fatti.

Erano sbagliati quei modelli? Non credo. Era ragionevole prevedere era una tropicalizzazione del clima italiano, almeno nella pianura padana. 
Oggi invece assistiamo a fenomeni «africani»
, come fiumi che si prosciugano e zone fertili che inaridiscono. Tutto normale? Non mi sembra che i conti tornino. A quale scenario dobbiamo credere?

UNA STRANA SICCITÀ
Avete osservato bene il comportamento delle nuvole sul Nord Italia nella torrida estate del 2003? Se una desertificazione di tipo africano (modello Sahara) doveva aver luogo proprio in quel momento, come mai il cielo era così ingombro di nuvole, gravide di pioggia, senza che piovesse una sola goccia?
Sarebbe stato più logico che non ci fossero nubi affatto.
Che dire dei cieli tempestosi, solcati da scariche elettriche?
Che dire dei turbini di vento e polvere che lasciano cadere solo poche gocce sabbiose?
Che dire dell’insolita forma «pettinata» assunta dalle nubi?
Ma lo sappiamo ancora guardare il cielo? In tutta la mia vita non ho mai visto fenomeni così strani.

Come viene spiegata la pioggia dalle teorie attuali?
I testi scolastici dicono che le nubi provocano la pioggia in tre casi:
1) quando le gocce di vapore in sospensione attraversano strati più caldi dell’atmosfera e quindi precipitano trasformandosi in acqua;
2) quando i cristalli di ghiaccio in sospensione nelle nubi più fredde attirano le goccioline di vapore, si riscaldano e quindi lasciano cadere acqua;
3) quando le gocce di vapore sono soggette ad una pressione atmosferica che le comprime e le costringe a rilasciare acqua.

Se questa è la spiegazione, per quale accidente di motivo non ha mai piovuto per tutta l’estate (il caldo non mancava di certo), senza un solo temporale degno di questo nome?

Quando si va ad approfondire un argomento, si scopre immancabilmente che esistono alcune «teorie in conflitto» e che non tutto è ovvio come sembrava.
Per esempio, non si sa ancora come si caricano elettricamente le nubi.

Non è cosa da poco, perché la struttura elettrica dell’atmosfera è importante anche ai fini del clima.
«Durante le giornate di tempo buono (fair weather), esiste una differenza di potenziale dai 200.000 ai 500.000 Volts fra la superficie della terra e la ionosfera (80 Km). Con associata una corrente di circa 2 pA/m2. Questa differenza di potenziale è mantenuta dall’attività temporalesca. (…)

Come si caricano elettricamente le nubi?

E’ un fenomeno non del tutto studiato e capito. Ci sono due teorie per spiegare il motivo per cui una nube temporalesca acquista carica elettrica (positiva alla sua sommità, negativa alla base).
Secondo la teoria convettiva gli ioni liberi nell’atmosfera sono catturati dalle goccioline d’acqua e quindi portati dalle correnti convettive interne alle nubi, creando così le regioni cariche.
Secondo la teoria gravitazionale invece le particelle cariche negativamente sono più pesanti di quelle cariche positivamente e quindi si separano a causa della forza di gravità. Secondo questa teoria ci devono essere processi di scambio di carica elettrica fra particelle di diversa dimensione.
Quando particelle di ghiaccio calde e fredde entrano in contatto, le particelle più fredde (cristalli di ghiaccio) si caricano di segno più, mentre le più calde (grandine, nevischio, graupel) di segno meno.
Anche se questa è oggi la teoria più quotata, sembra non essere del tutto soddisfacente (ad esempio non spiega i fulmini osservati nelle nuvole con assenza di ghiaccio).
Le teorie sono ancora troppo speculative e c’è bisogno di ulteriori misure sia nelle nuvole sia di più accurate esperienze di laboratorio.
Con l’avanzare delle ricerche sembra tuttavia che la spiegazione vada ricercata in una combinazione di meccanismi»(17).
Sono solo un profano e non un fisico, ma ad occhio e croce si direbbe che la polarizzazione elettrica delle nubi sia collegabile con le precipitazioni. 
Se trovassi un modo per impedire o alterare il processo di scambio fra le particelle potrei far sì che non piovano mai gocce, al massimo qualche chicco di grandine.

Il che è esattamente ciò che ho visto verificarsi nella zona in cui vivo.
Sarà un caso? Sarà anche un caso che si ipotizzi un “bombardamento » magnetico sulle nubi? Sarà questa la spiegazione della siccità? 
Stanno adoperando le ricerche avveniristiche di Nikola Tesla?
 Non sono in grado di rispondere, ma con buon senso mi limito a ripetere: “Nuvole così, non le ho mai viste prima».

CONCLUSIONI
Stiamo parlando quindi di una accelerazione abnorme della riduzione della piovosità in alcune zone del nostro paese.
Una desertificazione forzata, che non ha niente a che vedere con gli scenari dei macro-cicli climatici.
A chi può giovare un tale disastro ambientale?
Si possono avanzare molte ipotesi intrecciate: guerra economica contro l’Europa. Favoreggiamento della privatizzazione idrica(dopo la drastica riduzione delle nostre risorse…), imposizione di sementi OGM resistenti al secco in un mercato stremato e ricattabile”(davvero compassionevole ed umanitario, il nostro biotech…).
Sono solo ipotesi.
Ammetto che sottintendono giudizi poco onorevoli nei confronti di questi crimini. In ogni caso non coinvolgono sentimenti negativi verso il popolo americano, che è stata la prima vittima di questa politica (18).

Dalle ipotesi ai fatti verificati.
Parliamo di scie reali e concrete, prodotte da ugelli laterali di velivoli in dotazione della NATOridipinti di bianco e non autorizzati.
Parliamo di migliaia è migliaia di voli su una superficie di territorio che nessuno saprebbe quantificare.
Parliamo di attività diurne e notturne, condotte sopra le nostre (alquanto distratte) teste, tutti i giorni della settimana, a Pasqua, a Natale e quando il Papa è morto.
Parliamo di un’attività inesistente per i media e fotografata soltanto da privati cittadini.
Parliamo di cecità dei nostri controllori di volo.

Ustica al confronto è un’allegra scampagnata tra collegiali. Ed infine: non ci sono UFO in questo film

Enrico Corbi

NOTE.
1) Disponibile all’url: http://emperorsclothes.com/articles/chuss/haarp.htm
In italiano al sito: http://www.intermarx.com/ossinter/clima.htm.
2) www.meteoavisio.it. dalla homepage, mese di novembre 2003.
3) Si veda un qualunque quotidiano nazionale dello scorso mese di luglio.
Il dibattito ferve anche in autunno nelle zone, direttamente interessate dal problema. Si veda ad esempio www.festareggio.it. «Rivogliamo il nostro fiume».
4) si vedano le pagine vicentine e bassanesi del Gazzettino, dalla fine di agosto agli inizi di settembre 2003.
5) Si veda il programma di ricerca Climagri (www.climagri.it) dal quale si possono desumere prospettive allarmanti per l’agricoltura italiana.
6) Cfr. gli atti del recente convegno romano «Giornata dell’Acqua 2003» Accademia dei Lincei, marzo 2003.
7) Cfr La Repubblica online, l’articolo del 12/7/2002, Siccità, l’emergenza sale dal sud al centro.htm: “Un nuovo monitòraggio (della Coldiretti) ha rilevato che negli invasi del sud manca quasi un miliardo di metri cubi d’acqua».
8) Ibidem.
9) Da «Il Sahara di casa nostra.htm» articolo apparso l’ 8/2/2000.
1O) Si veda la Delibera di Giunta 3 Regionale dell’Emilia-Romagna n.2003/1551 – protocollato il 28/7/2003. Oggetto: D.M. 26/2/02 – siccita’ – maggiorazione delle attribuzioni di carburante agricolo agevolato. «Si è reso necessario effettuare irrigazioni di soccorso oltre a quelle normalmente effettuate».
11) http://www.mete089.it/aer/ar : taer25.htm Gianfranco Simonini di clima in Emilia-Romagna: dai dati termopluviometrici dell’ultimo decennio », novembre 1997.
12) Quaderno Tecnico ARPA-SMR nO04/2001 pag.29. Il documento è disponibile on-line presso il sito: www.regione.emilia-romagna.it arparivista.
13) Vedi l’articolo apparso su L’Unione Sarda online, 18/06/2002, «Guerra alle nuvole per la pioggia artificiale».
14) Michel Chossudovsky, Guerre climatiche, etc. in http://www.intermarx.com/ossinter/clima.htm
15) Jeremy Legget (a cura di) «Il rapporto Greenpeace sul riscaldamento della terra», 1992, p.118.
16) Dal sito http://www.greenpeace.it/archivio/clima/serra.htm
17) Renzo Bellina, «Tuoni& Fulmini» al sito Meteo89
18) Si consulti il sito http://www.desertification.it . Una notizia apparsa sul Washington Post del 14/03/2002.
L’articolista, Steven Ginsberg , riporta che in molti stati americani, come la Virginia, il New Jersey e la Pennsylvania, la persistente siccità che ha abbassato di molto il livello dei serbatoi e diminuita la portata dei fiumi, ha spinto le autorità locali a intraprendere una politica di risparmio dell’acqua, raccomandando ai cittadini di diminuirne il consumo e chiedendo all’Agenzia di Stato e alla altre istituzioni preposte di effettuare un maggior controllo sull’uso della risorsa. La situazione non è grave e non si può ancora parlare di emergenza; ma i bollettini sulle precipitazioni prevedono che il periodo di siccità si protrarrà ancora per molto e il livello di molti fiumi ha ormai raggiunto il minimo storico.

Articolo del 3 gennaio 2004, tratto dall’inserto del periodico Nexus Anno IX N.47

https://youtu.be/nXTxH0iY33Y

ARMI PSICOTRONICHE E CONTROLLO MENTALE

Si chiama in gergo tecnico “Sistema di Gamma Acustica Silenziosa (SSSS)”.  Il tema è un altro tabù, strettamente interconnesso all’aerosolterapia bellica realizzata in gran parte del mondo dal governo degli Stati Uniti d’America, a base di scie chimiche imbottite di sostanze tossiche, come ad esempio il bario che rende l’aria più elettroconduttiva. 

Per il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti d’America è il “Sistema di gamma acustica silenziosa, chiamato Squad (squadra, sezione). Nel settore privato questa tecnologia è denominata sistema silenzioso di presentazione subliminale (Silent Subliminal Presentation System).

In materia vengono usati nomi ingannevoli come parlare… cervello… subliminale… silenziosa (Speak Brain Silent Subliminals) per i prodotti basati su SSSS. In qualsiasi modo chiamiate questa tecnologia, SSSS usa un programma subliminale che emette delle onde a frequenze molto alte e potenti (Ultra High Frequency) UHF, inserendo dei messaggi direttamente nel subconscio umano.
E’ stato perfezionato due decenni fa dal Dipartimento della Difesa U.S.A. ed è stato testato sui soldati dell’esercito di Saddam Hussein durante la guerra del golfo del 1991. E in seguito anche in Somalia.
SSSS è un’arma proibita a livello internazionale, sviluppata per una missione particolare: il graduale e totale controllo della popolazione occidentale, ed infine mondiale.

Recentemente, migliaia di persone in tutto il mondo affermano di avere la stessa esperienza terrificante. Tutti riferiscono gli stessi sintomi: le voci dell’operatore nell’udito o nelle loro teste, soffrono di “torture elettroniche” e sono soggette a stalking organizzato. Queste persone si definiscono “individui mirati”. Un certo numero di questi soggetti ha tentato molte cose per alleviare il loro dolore e alcune persone hanno rimosso chirurgicamente da sotto la pelle misteriosi impianti con microchip.

Risultati immagini per mind control
Il canale Tv di VICE (articoli, opinioni e documentari su tutto quello che succede nella vita delle persone e nel mondo) segue una comunità in crescita che afferma di essere oggetto di un programma di governo che li sta molestando e che controlla le loro menti usando una tecnologia nascosta basta su Armi ad Energia Diretta o Armi Psicotroniche.
Le Armi ad Energia diretta possono far cambiare le nostre abitudini, la nostra vita e diventare vittime del sistema di potere occulto. Molti sono coloro che da persone normali sono diventate vittime di questo sistema di Arma, persone che vengono pilotate, manipolate mentalmente a diventare anche dei potenziali terroristi con lo scopo di creare paura, terrore, si perchè la paura è l’unico mezzo del sistema di potere per controllare le masse.
Coloro che utilizzano queste armi possono connettersi, interfacciarsi con noi tramite i loro computer,  con connessione ad internet, attraverso il Neural Remote Monitoring (RNM),  un software che permette di interfacciarsi con il web e poi controllare la persona “bersaglio”.
Il controllo mentale può avvenire mediante altri dispositivi psicotronici satellitari che vengono utilizzati da gruppi paramilitari (o servizi segreti deviati) che sono al servizio della potente loggia massonica della CABAL-Illuminati. Il dispositivo psicotronico utilizzato con il Neural Remote Monitoring – Monitoraggio Remoto Neurale (RNM)  si chiama “Silent Sound Spread Spectrum or SSSS or s-quad mind control signal generator“. 
 

Il Rilevamento di Onde Cerebrali a distanza avviene quindi attraverso il web o attraverso la corrente elettrica di casa.  Essere vittima di queste armi non letali ad energia diretta satellitari è molto semplice. Infatti i torturatori memorizzano a distanza (10/20 metri, anche attraverso un muro) le onde cerebrali della vittima puntando una specie di telecomando che potrebbe avere una telecamerina ad infrarossi o uno schermetto in cui indica il picco di frequenze cerebrali da memorizzare (esempio Signal Spectrum analyzer), così sono in grado di realizzare tutto quello che viene descritto in seguito.
Una volta avvenuta la memorizzazione si vedrà sul computer neurale (NRM) e altri dispositivi psicotronici satellitari abilitati, il pensiero e quello che vede la vittima e si potranno provocare moltissime cose al corpo. Con la memorizzazione delle onde cerebrali il proprio corpo è come se fosse un cellulare satellitare, in cui potrà trasmettere e ricevere dati e altre cose.. dal computer neurale satellitare in qualsiasi luogo si trovi la vittima. 

https://arteruffini.wordpress.com/potere-occulto/ssss-sistema-di-gamma-acustica-silenziosa/  

LA MAGGIOR PARTE DEI VACCINI SONO UNA “BOMBA A OROLOGERIA”


Un ottimo articolo del medico Juan Gérvas pone un problema che possono provocare numerosi vaccini e di cui si parla poco.



La chiama bomba ad orologeria : la capacità immunizzante di alcuni vaccini dura poco e è questo che può causare epidemie, come alcuni di quelle osservate negli ultimi anni.

Calendario vacunal 2017Gérvas cita molti dei miti che circondano nelle vaccinazioni e una di esse è che la capacità preventiva dei vaccini dura “tutta la vita”. Questo non è vero (purtroppo non è cosi, e vorrei che fosse così, per essere vaccinato solo una volta). A coloro che hanno vaccinato o si sono vaccinati contro qualcosa (o contro tutto) siamo protetti per un certo tempo , quindi l’effetto del vaccino passa e si deve essere rivaccinati, altrimenti ci possono essere problemi.

L’autore inizia con una persona che è a favore dei vaccini, necessari, efficaci e sicuri (penso come la maggior parte delle persone), facendo un riassunto di quei miti che mi dicono sui vaccini. È bene leggerlo.

Il vaccino contro il tetano è un ottimo vaccino , sostiene Juan:

Se sei vaccinato bene nell’infanzia e nell’adolescenza (cinque o sei dosi) in tutta la vita non si richiede la ri-vaccinazione fino all’età di 65 anni. Vale a dire, non cè scienza circa la rivaccinazione contro il tetano ogni dieci anni o prima di qualsiasi ferita nel pronto soccorso.

Io stesso sono stato rivaccinato in adolescenza dopo un incidente con un oggetto metallico.

Il vaccino contro il tetano non produce “difese” per tutta la vita, e dimostra che gli anticorpi stanno scendendo mentre passano gli anni. Gervas considera il vaccino una bomba a orologeria negli anziani senza la rivaccinazione del tetano (più mortale nelle donne, perché gli uomini tendono ad avere “memoria” dal servizio militare).

Il vaccino contro il morbillo ha un’efficacia limitata nel tempo e dopo 15-20 anni è possibile l’infezione di chi è ben vaccinato. Questo è uno dei motivi per cui si verificano epidemie nelle comunità di giovani vaccinati , come i college universitari,dove si vive fianco a fianco.

Il vaccino contro la pertosse è anch’esso una bomba a tempo, perché la sua immunità dura solo cinque anni (massimo dodici), racconta l’autore del post pubblicato da Health Act . Questo spiega i decessi in bambini non vaccinati e ripetute epidemie di pertosse in vaccinati.

Negli ultimi anni ci sono state morti dolorose che hanno dato origine all’apertura di dibattiti sulla questione se sia necessario vaccinare le donne in gravidanza  durante le ultime settimane di gestazione per cercare di ottenere bambini la nascita di bambini protetti contro questa malattia. Ci sono stati motivi di allarme? È bene conoscere alcune verità scomode e le loro prove scientifiche .

Juan Gérvas chiama il vaccino della difterite “molto difettoso”:

perché il suo effetto si sbiadisce in circa dieci / vent’anni. Pertanto, più della metà degli adulti sono indifesi nei confronti dei bacilli di difterite (fino al 70% degli anziani). Inoltre, i vaccini possono portare germi molto più aggressivi. Il vaccino contro la difterite è una bomba a tempo “, conclude.

Così è il vaccino contro la parotite, di scarsa efficacia e durata , che spiega le ripetute epidemie delle stesse che sono state subite negli ultimi anni nelle Asturie o  Madrid , per dare alcuni esempi.

Tos ferina2

Il vaccino della varicella offre una protezione di soli dieci anni . Non molto tempo fa anche gli interessi commerciali che lo circondavano erano inclusi nei programmi di vaccinazione sotto la raccomandazione di immunizzare dei neonati quando,con dei criteri scientifici, è stato applicato dall’età di dodici anni, se la malattia non è andata via in modo naturale.

Questa “espansione del mercato” del vaccino può significare un’altra bomba a orologeria relativa agli aspetti della sua sicurezza. In realtà, come abbiamo pubblicato, un giudice valuterà se il vaccino Varivax, della varicella è la causa della morte del piccolo Alessandro , morto ore dopo aver ricevuto la seconda dose del prodotto.

Si consideri anche il medico e il professore di sanità pubblica nel cui lavoro ci basiamo, che è una bomba a orologeria è il vaccino contro la meningite , sia contro B, sia coniugato (A, C, W, Y), perchè la sua immunità dura meno di otto anni . Il vaccino contro l’ influenza indica direttamente quello

è inutile, ma in ogni caso dura quasi tre o quattro mesi ; è una bomba a orologeria. “

gripe vacuna

Ci sono molti esempi di vaccini da migliorare perché ci proteggono per un breve periodo e in generale la popolazione non è aggiornata. Come ricorda il medico, in molti altri vaccini  mancano i dati per sapere quanto tempo dura; ad esempio, nel vaccino contro il papilloma virus (“che è anche inutile”, aggiunge).

Dal punto di vista della salute pubblica , i vaccini a bomba a orologeria portano il rischio permanente di ripetute epidemie di malattie contro le quali la maggioranza della popolazione è vaccinata.

Per incoraggiare l’uso dei vaccini, certamente una buona scoperta , è necessario migliorare notevolmente questi prodotti e penso che coloro che possono farlo meglio sono gli Stati perché  la ricerca del loro miglioramento non è molto interessante per i laboratori privati a causa della bassa redditività nel farlo (ad eccezione dei nuovi vaccini che caricano prezzi molto elevati).

Fonte: http://www.migueljara.com/2017/03/29/la-mayoria-de-las-vacunas-son-una-bomba-de-tiempo/

Fonte italiana: https://sciechimicheinformazionecorretta.blogspot.it/2017/10/la-maggior-parte-dei-vaccini-sono-una.html